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Chapter II: Part 2

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Il nome, che questa Isola hebbe da gli scrittori
Greci di Albione hebbe origine secondo lʼopinione
dʼalcuni dalle bianche rupi, & diroccamenti della
terra, che quasi di bianca calcina ò gesso si
mostrano allo intorno della sua costa à coloro, che
I Greci primi di Francia, & di Fiandra vi nauigano. Altri hanno
scrittori delle voluto, che la si dicesse Albione per la memoria
cose sono stati dʼvna certa donna detta Albina, della quale i poeti
ancora inuentori Greci fingendo loro nouelle dissero, che hauendo
di molte nouelle. cinquanta figliuole di Danao Re de gli Argiui,
ammazzati i loro mariti: lei con le sue sorelle
partitesi di Grecia, & nauigando per lo stretto
dʼHercole, dopo, che hebbero circondato tutta la
Spagna, al fine capitarono in questa Isola, doue
senza alcuno impedimento posero in terra, facendo
fine alla lor fuga, & al lor viaggio: & che di
poi col congiugnimento de i Dimonij, che esse
hebbero, generarono huomini di statura di Giganti,
i quali tennero questi paesi sino alla venuta di
Bruto progenitore de i Britanni, il quale nipote,
ò pronipote di Enea (perchè in questo variano gli
L'vbbidire alla autori) essendosi partito per necessaria cagione
celeste volontà è dʼItalia; cioè ammonito dallʼoracolo di Diana, &
cosa necessaria. hauendo con armata di naui nauigato in Grecia, &
hauendoui ragunate le reliquie di quei Troiani, che
vi potette ritrouare già stati fatti prigioni nella
Doueuano gli distruttion di Troia, per trouar più certa stanza
huomini viuer pur si partì di là, & nauigando per il medesimo stretto
assai sino dʼHercole sino in Aquitania, lʼacquistò tutta; ma
all'hora. ammonito poi quiui, et non prima in Italia, pur
dallʼoracolo di Diana, passò in Albione nellʼanno
Si seguita del mondo 4027. Et che giunto quiui, i Giganti
l'opinione comune, habitatori dellʼIsola gli combatterono lʼentrata,
ancora che la si & che furono da lui, & dalla sua gente à poco à
stimi vana, leggi poco tutti spenti: & che hauendo così distrutti i
Guglielmo Camdeno. primi habitatori, egli pose le stanze sue dalla
parte di Mezo giorno, & chiamò il paese Britannia,
& i popoli menati seco Britanni per memoria, & in
honor di se medesimo. Et questo è quanto se ne
può in vn certo modo ritrouare quanto al generale
da questa parte, che hoggi con più nuouo nome si
dice Inghilterra. Ma perchè la nostra intentione
è di descriuer particolarmente il Regno, che
appartiene à gli Scozzesi, in maniera tale, che
quasi chiara, & distinta pittura si rappresenti
innanzi à gli occhi di chi leggerà piaceuolmente
qualunque parte di quel paese. Noi lascieremo da
parte per hora (hauendone in altra occasione assai
parlato) tutto quello, che noi comprendiamo sotto
il nome dʼInghilterra: & che da gli Inghilesi è
gouernato; & parleremo solamente della Scotia.
Scota figliuola Il nome Scozzese secondo gli scrittori fauolosi
di Faraone assai di quella natione, hebbe il suo principio
original madre sino dal tempo di Moisè, & venne dallʼEgitto;
degli Scozzesi se perciochè Gatelo Greco di stirpe Reale, & marito
piace altrui di di Scota figliuola, o sorella di Faraone il
crederlo. reprobo, hauendo veduti i tanti segni da Moisè
fatti sopra di esso Faraone, & lʼostinatione di
quel Re, non pur à danno suo, ma publico ancora;
egli, & Scota sua moglie imaginandosi, che quel
Regno nʼhauesse ad esser distrutto, dʼaccordo
In questa deliberati di partirsene, ragunati huomini à
espositione si bastanza per il bisogno loro; & compagnia tanto
l'opinione de gli di Greci, quanto di Egitij, & messisi in mare,
Scozzesi, ma dopo varie, & diuerse peregrinationi finalmente
leggasi Guglielmo passarono tra le Colonne dʼHercole; & sʼandarono
Camdeno. à porre in quella parte di Spagna, che più guarda
la Tramontana: & arriuato, & fermatosi in quella
terra, chiamò il popolo, chʼhaueua menato seco
Scotto, dal nome della moglie; acciochè hauendo lei
Vfficio per lui suo fidel marito abbandonata la patria, &
ragioneuole di hauendo anche de i suoi Egittij buon numero, ei
marito amoreuole, potesse ancora con quella dimostratione meglio
et di Signore obligarsi lei, & loro, & però da essi esserne più
prudente per amato. Ma la lingua tra di loro vsata volse egli,
legarsi con essi che la fusse detta Gathelia, come ancora il paese
in vn più stretto, doue eʼ sʼeran posti, cioè Gathelio, che à noi si
et perpetuo nodo dice Galitia; come ancora nelle Historie dellʼaltre
di amore, et di nationi par, che si riscontri. Hora essendo quelle
sicurtà. genti non solamente confermate, & cresciute col
tempo in quelle parti; come auuiene, che la natura
pare, che aiuti sempre i primi principij delle
cose sue; & essendo per ciò augumentate di forze,
& di valore di guerra, mandarono vna Colonia in
I popoli di Irlanda allʼhora detta Hibernia; & per il valore,
Galitia in & per la prudenza loro nʼoccuparono la maggior
Irlanda. parte. Nè molto di poi, Rothesao figliuolo dʼvno
di quei Reguli ò Signori principali dʼIrlanda, con
desiderio di scoprir nuoue terre, con vna compagnia
di giouani passò in quelle Isole le quali poste tra
lʼIrlanda, & la Scotia furono dette Hebride dal
nome di Hibero figliuolo di Gathelo sopra detto,
ò vero da Hiberina sua figliuola; se pur sia vera
lʼEthimologia del nome di queste Isole; le quali
Irlandesi in da altri sono state dette Ebonie. Da quelle Isole
Scotia. per diritto vento se ne passò di poi in Albione
in quella parte apunto, che è opposta ad esse
Hebride, la quale era diserta, & doue i Britanni
per il mancamento de gli huomini non sʼerano sino
allʼhora potuti allargare. Lʼanno adunque quando
gli Scotti popoli di Galitia, & Coloni dʼIrlanda
passarono in Albione fù del mondo lʼanno. 4617.
cioè. 590. anni dopo la venuta di Bruto. I Re
loro non furon chiamati da principio del nome
della lor natione Scotti, ma del nome della terra
Consiglio assai conquistata Realbani, quasi Albioni; acciochè dalla
prudente & però voce commune di tutta la prouincia eʼ venissero à
assai sicuro. conciliarsi maggiormente gli animi de gli altri
popoli, che nellʼIsola prima erano arriuati; & à
fuggir lʼinuidia di quei, chʼessi haueuan lasciati
prima in Ispagna & poi in Irlanda; ma al fine, il
nome Scozzese preualendo in Iscotia, nella Spagna,
Se le conietture & nellʼIrlanda sʼandò col tempo annichilando. Della
sole seruano a certezza di quelle cose è restata sino ad hora
prouare le cose non piccola coniettura, per che in quei luoghi
veggasi nel montuosi, & saluatichi, doue gli Spagnuoli, ò
Camdeno. Hibernici, si fermarono; & doue per lʼasprezza del
paese, ò per la pouertà di quella gente i Romani
non penetrarono, ancora parlano quei popoli lingua
molto simile à quella loro antica, che in Galitia
già parlauano i medesimi popoli, & parlano hora.
Et così riuscì non piccola la differenza tra gli
Scotti, & i Britanni nella sorte della terra
acquistata: hauendo (come si dice) gli Scotti
preso terra nelle parti settentrionali, & però
men fertili, & più ripiene di sterili monti, &
dʼaspre balze: & i Britanni molto prima (come sʼè
detto) nelle parti di Mezo giorno in terra per
ogni rispetto fertilissima, & commodissima, per
li molti, & buoni porti, & di molto maggiore in
proportione. Dopo questo tempo vennero i Pitti
Agathirsi di Sarmatia nella Cimbrica Chersonesso,
Vedi come sino à la quale hoggi noi diciamo Dania, ò Danemarca,
quel tempo quei cioè prouincia deʼ Dani, che si douerebbe dir
popoli Dacia; come terra, che fù de i Daci, che furono
cominciarono à i medesimi, che i Goti, occupata; mentre, che i
desiderare stato Dani si rimasero ne i loro paesi doue hoggi è la
in questa Isola, Vallachia; & essendo questi Pitti, ò Dani per
il che di poi parlar come gli altri, stati per alquanto tempo
hanno sempre in quei luoghi marittimi; & forse moltiplicatiui
desiderato, molto; hauendo fatta vna grande armata passarono
& ottenuto. anchʼessi in Albione, ò vero Brettagna per il mar
Germanico, ò più presto (come creder si deue) vna
parte ve ne passarono per publico decreto per
discaricar la lor patria deʼ troppi, che doueuano
essere. Questi Pitti adunque occuparono allʼ hora
quei luoghi, che trouarono vacui tra i Britanni, &
gli Scotti; attendendo ciascuno de i primi popoli
à difendere, & à tener larghi i suoi confini
da i nuoui forestieri, i quali pur fermaron le
sedie loro nellʼIsola. 250. anni dopo la venuta
de gli Scotti. Così tutta lʼIsola in tre tempi
fù occupata, & popolata; & ciascuna popolatione
da contrada per lungo spatio lontana dallʼaltre
due traheua lʼorigine. Di Brettagna adunque
riceuette il nome quella parte, la quale (come
Essendo dubbia si è dimostro) da Bruto, & da i suoi compagni fù
l'origine de i acquistata, ò che da altra occasione riceuette tal
nomi delle nome, lasciando il rimanente di tutta la regione
prouincie, col suo nome antico, il quale non dispiacendo à i
ciascuna natione primi Scotti, fù da loro ritenuto per le cagioni
si propone vno di sopra dette. Ma i Pitti venutiui poi, per
Dio per suo il commertio, & con la pratica, & familiarità,
autore. che presero con gli Scotti si contentarono di
conseruare il medesimo nome, che gli Scotti haueuan
conseruato di Albione. Conciosia, che rare volte
egli accadesse, che gli vni, & gli altri popoli
Consiglio fussero chiamati per i loro proprij nomi; ma si
politico, & degno ben sempre Albioni; & Albiani più presto, che
di lode se ciò fù Scotti ò Pitti; per leuar via tra di loro, & non
vero. punto barbaramente (se così si dee credere) ogni
occasione di dissensione, ò differentia. Onde si
potrebbe pensare, & non senza ragione, che Cornelio
Tacito, il quale scrisse lʼhistoria delle cose
fatte da Romani nella Scotia, & nella Pittia,
Tacito scrittor non si fusse assicurato di attribuire vn nome
Romano. commune alle due nationi, perchè non gli fusse
ben chiara la verità della cosa, per lʼambiguità,
che nʼhaueua, non essendo sino allʼhora state
conosciute quelle parti interamente da i Romani.
Et però lasciando à parte quel nome generale
Albioni, ò Albiani, egli scrisse di ciascun
popolo di prouincia in prouincia il suo proprio
nome, quando le Legioni, & lʼarmate deʼ Romani
passarono in quelle parti; come Tegeni da Tegena,
Horestij da Horestia; Caledonij da Caledonia;
Briganti da Brigantia: benchè egli mostra ancora
dopo i Britanni, diuerse genti differenti di
costumi, & dʼingegno, & di natura hauer habitata
la parte settentrionale dellʼIsola, conosciute,
che lʼerano da diuersi paesi quiui venute, come
Pitti perchè i Pitti dalla lunga chioma loro, & da i costumi
conosciuti d'onde Germanici si riconosceuan dalla Germania essere
veniuano. vsciti. Et gli Scotti perchè se ne andauan sempre
col capo tosato; & perchè nella fronte portauano
Scotti, & loro i capelli intorti, & inanellati per quello
costumi da gli reseruati, & per i loro costumi loro Spagnuoli,
Spagnuoli. si conosceuano dalla Spagna essere venuti. Ma
hora ne i nostri tempi lʼIsola è habitata da due
soli popoli, Inghilesi cioè, & Scozzesi, quelli
al Leuante, & al Mezo dì opposti alla Fiandra,
& alla Francia; questi verso il Settentrione.
Et io dico in questo proposito Inghilesi tutti
queʼ primi, perchè vbidiscono sotto tal nome ad
I popoli di Wallia vna sola Real potestà diuersi popoli per diuersi
sono i medesimi nomi distinti, ò molto, ò meno antichi, che si
Britanni. sieno, perciochè tra essi sono ancora i VVallesi
i quali non sono altri, che gli antichi Britanni.
Ma lasciamo di parlar di questo, che in altri
luoghi habbiamo à bastanza parlato; & diciamo, che
lʼIsola in tutto suo ambito, ò circonferenza è
intorno à due mila miglia, & in lunghezza come è
detto intorno di settecento & doue ellʼè più larga
ellʼè di miglia trecento cinquanta; cioè dalla
Tutto questo parte, che guarda il mar Gallico, ò Britannico
proposito è (come vien detto) la quale viene ad esser basa di
intorno alla tutto il resto; dalla qual basa distendendosi per
misura dell'Isola lo lungo sino à i confini tra gli Inghilesi, & gli
nel generale. Scozzesi, si troua quiui larga tra il Promontorio
di Gallouidia, che guarda il mare Hibernico, & il
Promontorio di Ebba sopra il mar Germanico miglia
cento sessanta; & di poi, & più, & meno stretta
con incerta misura procedendo la sua costa da i
duoi lati sino al fine, quiui non è più larga di
miglia trenta. Ella è abbondante di huomini, di
caualli, di frumenti quasi dʼogni sorte, di pecore,
& di buoi largamente, se non in alcuni luoghi, ne
Doti naturali i quali Iddio lʼha proueduta di vene di stagno,
della Britannia. & di piombo eccellentisimi, & sempre abbondanti,
& di rame, & di ferro non poco; oltra la ferma
opinione dʼhauerui ancora delle vene dʼoro, &
dʼargento, tralasciate forse, & non tentate, ò per
la pusillanimità de gli ingegni humani, ò per la
Natura de i infingardaggine de i popoli, i quali morbidamente
popoli. nati, & alleueati nellʼabbondanza di tutte le cose
pare, che di ogni fatica laboriosa siano nemici;
bastando loro di conseruar quelle che dalla natura
sono state discoperte à benefitio di tutta Europa;
perciochè vi è tanta abbondanza di queste cose, che
per diuersi mari in diuerse prouincie ogni anno
quantità grande da i mercanti ne vien traportata.
Hanno ancora, oltra la grande abbondanza della
Abbondanza di cacciagione grossa, & minuta; & la diuersa, &
vettouaglia copiosa vccellagione, vna incredibil quantità di
in Britannia. pesci da tutte le parti dellʼIsola, & specialmente
quanto più si va verso Tramontana; in modo, che
non bastando il popolo dellʼIsola à consumar tanto
pesce, se ne forniscono, & caricano infinite
naui ogni anno per la Francia, Fiandra, Zelanda,
Holanda, & Germania, & per i loro mediterranei
ancora, & ancora per altri paesi più lontani, non
solamente per la loro necessità, ma per delitie
de gli huomini più ricchi, ò più golosi. Ma che
Lana, & sua stima, diremo noi della lana, la quale appresso di
& abbondanza. tutte le genti è in pregio grandissimo, & che per
lʼvso suo in qualunque luogo la si sia portata è
stimatissima? Ma quello, che non bene è noto ad
ogniuno, non piccola parte di quella dilicata, &
gentile, della quale si fanno i panni scarlatti, &
di color di porpora, & di altri colori finissimi di
contestura eccellentissima, & calze, & camiciuole,
Discorso di & guanti, commodità & ornamento dʼIllustri, & gran
quello, che Madonne non era da tacere. In modo, che se fusse
potrebbe auuenire dato dal Cielo, che questi due Regni, potessero
se la Britannia sempre viuere insieme in buona concordia, & amore,
fusse concorde. come buoni vicini & come di già tutto il tempo,
che ha regnato Elisabetta hanno amicheuolmente
vissuto, non solamente hauerebbero ogni cosa più
necessaria al viuer loro senza ricercarla da
altri; ma potrebbero ancora diffondersi senza
molta difficultà da i nimici loro. Perciochè
quanto alla forma, & disposition del corpo (si
Inclinatione de i parla nel generale) non sono à gli altri popoli
popoli dell'Isola. inferiori; come ancora sono atti alle lettere,
alle scienze, allʼarmi, & allʼarti tutte per via
dellʼimitatione, circa la quale gli ingegni loro
assai curiosamente sono inclinati; non hauendo già
lor dato la natura con tanti altri doni quello
della temperanza intorno al modo del viuer loro
dimestico; perchè per vna nata, & cresciuta vsanza
con essi, cercano di viuere in compagnie più per
La natura preuede cagion di gioia, & di sollazzo, che per altra
delle cose sue consideratione consumando allegramente banchettando
quel che auuenir le ricchezze loro. Onde ben si deue considerar
deue, & ci rimedia quanto bene Dio disponesse, nel compartir le sue
come amoreuol gratie alle genti, secondo la natura di quelle, che
madre. le doueuano vsare; conciosia, che non hauendo dato
à questi popoli, che potesse nascer vino ne i loro
paesi, fece però il lor meglio, hauendogli in tanto
arricchiti, di tante, & così fatte altre commodità,
che non hanno dʼhauere inuidia à coloro, i quali
per cagion di guadagno portan loro non solamente il
vino, ma lʼolio, & altre cose assai, ò necessarie
già fatte alla lor vita, ò superflue del tutto;
ma piaceuoli al lusso de gli huomini insatiabili.
Però dirittamente Perciochè se vi fusse il vino nascente, & comune
fù detto che la come à molte altre prouincie, & nationi si ritroua:
Gola più huomini tanta voracità di viuande diuerse accompagnata da
ammazzaua che non quel liquore, che per se stesso è potentissimo;
faceua il senza alcun dubbio gli renderebbe di gran lunga
coltello. più deboli, & meno atti alle fatiche dimestiche,
& à gli essercitij militari. Della qual cosa gli
Inghilesi stessi ne posson dare vn familiare
essempio, sʼeʼ faranno comparatione del tempo più
à dietro, quando viueuano col loro semplicissimo
La comparatione è liquore composto di orzo decotto in acqua semplice,
pur troppo vera. con certa prescritta preparation di quello, &
proportion di quello, & di quella, & dal fuoco
regolata (come lʼesperienza haueua ritrouato, che
far si douesse) al tempo, che è di poi seguito,
nel quale hanno da i Fiaminghi lasciato introdurre
diuerse sorti di Ceruogie, & semplici, & mezane,
& doppie, cose più atte à render gli huomini
imbriachi, che à mantenergli sani; oltra, che non
bastando quello, la gran quantità del vino, che
pur nellʼIsola si porta da diuerse parti del mondo
Non tutte le è cosa marauigliosa. Onde lʼetà delle persone sʼè
infirmità eran fatta languida, & cagioneuole per diuerse malattie
conosciute da gli non prima conosciute da loro antichi nè imaginate
antichi, però non dalle scuole Greche, Arabiche, ò antiche Latine,
di tutte si auuezzandosi in modo i giouanetti alla crapula non
poteuano essi meno del bere, che del mangiare, che si potrebbe
presumere di esser ancor dire, che gli huomini giouani di anni sieno
regolatori. vecchi di forze, & di vigor dʼanimo. La qual cosa
auuiene sopra tutto à quei, che non tengono vn
Chi non è ragioneuole vso di temperato viuere; facendosi
temperato nella per se medesimi in questa parte gli huomini di
bocca non sarà mai questi due Regni differenti da gli altri con
lungo vecchio loro danno, et biasimeuol pregiudicio. Ma perchè
sopra la terra. non suole essere in noi cosa alcuna senza il suo
contrapeso; hauendo questo natural vitio queste
nationi, che noi habbiamo di sopra discorso; hanno
Quanto eglino poi hauuto sempre dal primo dì, che riceuerono la
habbino meritata fede Christiana vn costante, & dritto pensiero
lode della loro di conseruarla con ogni diligenza; in tanto, che
costanza nel vero principio, non solamente lʼabbracciarono
Christiana. con semplicità di core (come ben fù desiderato
dal primo fondator di essa fede Iesu Christo) ma
vollero hauerne scuole; & particolari professori:
per la qual cosa eʼ potettero poi mandar ancora
sino in Francia, & in Germania huomini, & donne
di vita essemplare, & di lodeuole eloquenza per
instruire i popoli di quelle contrade alle pie
lettere (come bene noi habbiamo ricordato nella
nostra Selua di casi diuersi, et nel nostro
Comentario delle Donne Illustri de i medesimi
Regni.) Et Cesare, & Tacito ancora fanno mentione,
Testimonianza di come i Britanni erano grandemente inclinati alle
Cesare, & di cerimonie della Religione; & che i Druidi Sacerdoti
Tacito. famosi appresso de i Galli vscirono di Brettagna,
hauendo essi la loro principal residenza nellʼIsola
Mona, nella quale bisognaua, che andassero quelli,
che voleuan dar opera secondo i riti loro alle
cose sacre, sino à tanto, che riceuerono la vera,
et sacrosanta Religion Christiana, la quale hanno
di poi mantenuta lunghi secoli senzʼalteratione
alcuna; la quale alteratione forse giammai non
sarebbe accaduta, se la non fusse stata quasi,
che procurata dalla corrution de i tempi, i quali
sdrucciolano, & precipitano non che corrono
Necessità con tutte le cose da loro comprese al fine del
attribuita à la viaggio loro; la qual cosa essendo quasi ne i
corrution de i medesimi tempi auuenuta in diuerse parti del
tempi, & à vn mondo, sino in quelle tra se stesse opposite, &
certo influsso contrarie; contendendosi con lʼarmi tra le nationi
delle stelle grandissime la gara delle loro oppinioni di
vniuersale. nuouo prese; parendo, che ciò sia stato vn certo
vniuersale influsso delle stelle per trauagliare,
& metter sottosopra con interne discordie, &
guerre ciuili tutte le genti della terra. Sino
à quì noi habbiamo in vn certo modo descritto
superficialmente quel, che ci è parso necessario
di quei popoli, che habitarono questʼIsola, & da
i quali poi sono discesi quei, che da noi sono
stati conosciuti; però noi torneremo al nostro
primo proposito di parlar del Regno di Scotia,
poichè per ciò cominciammo à scriuere. Nel Regno,
che hora si chiama Scotia adunque i Pitti tennero
vna gran portione, & con tanta vnione con gli
Vedi questa così Scotti, che di buona concordia per anni mille
lunga amicitia, la cento settanta; il che non è accaduto giammai per
quale pur al fine memoria delle historie tra lʼaltre nationi; fecero
si ruppe per la guerra contra de i Britanni, & poi contra de i
ambitione, cagione Romani ancora; & alcuna volta come nemici della
delle discordie pace rompendo gli accordi, & le tregue passarono
publiche. hostilmente contra de i loro predetti nimici senza
cagione alcuna; sino à che tra di loro medesimi
rompendosi, cercarono di sopraffarsi gli vni gli
altri contrastando sì, che vennero à manifesta
Pitti estinti da guerra; Onde dopo diuerse stragi, & danni graui,
gli Scotti. che tra di loro seguirono, al fine gli Scotti
ne rimasero tanto al disopra, che eʼ potettero
spegnere il nome, & le genti de i Pitti in tutto
di quel Regno. Di poi gli Scotti vincitori, benchè
ancorʼessi restassero grandemente abbattuti dalle
guerre passate, hebbero nondimeno tanta virtù, che
si mantennero, si confermarono, & si accrebbero
in modo, che sino ad hora hanno con varij casi di
Fortuna data à gli huomini materia da scriuere
della lor natura, & del lor valore, & de gli
ingegni loro in pace & in guerra fiorendo hoggi
forse non meno di quel, che sʼhabbino fatto per
il passato. Quello, che noi habbiamo generalmente
Natura de gli parlato di sopra de i costumi di tutti i popoli
Scozzesi di più dʼAlbione possiamo noi senza dubbio diuidere, &
vigor che non sono compartire, ò secondo la natura delle regioni, ò
gli altri secondo il caso. Perciò, che gli Scotti, i quali
dell'Isola, & la da noi da quì inanzi si diranno Scozzesi, posti à
cagione. Tramontana non sono così delicati di animo, & di
corpo, come sono glʼInghilesi; & però sono essi
alquanto più atti alle fatiche, & à i disagi, & à
sopportare il freddo, & i giacci. Et non sono nel
Le delitie sono vero anche così ciuili, & humani come gli Inghilesi
strumenti della sono. Et perchè per la loro lontananza non hanno
lussuria & la hauuto così largo commertio coʼ i forestieri (come
pouertà spesso è hanno gli Inghilesi) eʼ non sono per tempo alcuno
la sicurtà delle riusciti tanto inclinati alle superfluità delle
nationi intere & vesti, & di altri apparati & delicie strumenti
della libertà della humana lussuria (come gli altri sono) se
loro. già di ciò non fusse stata in gran parte cagione
la loro tenue facultà, per non dir pouertà; per la
quale si può dire ancora, che si sieno conseruati
liberi così lunghi secoli. Dellʼardir dellʼanimo, &
della fede, & della scienza militare, & dellʼarte
della pace, & natural giudicio, che siano, ò più, ò
Il dar sentenza de meno in queste due nationi, non è lʼvfficio nostro
i meriti tra di giudicare, ma ne rimetteremo il lettore alle
natione, & natione loro historie. I termini del Regno di Scotia dalla
è cosa temeraria. parte del mar Germanico sono stati fatti dalla
Regione Deera, prouincia già de i Pitti, i quali
scacciati che furono, lʼottenne il nome di Marcia,
che altro non significa, che confino; per ciò che
Circonscritione spenti i Pitti gli Scotti allʼhora passarono sino
del Regno di al fiume Tueda, il quale diuide la Marcia dalla
Scotia. Northumbria. Dallʼaltro lato dellʼIsola vn certo
piccol riuo chiamato Cumbriarab, chʼha origine
dal monte Cheuiota, & da alcuni minori monticelli
vicini, & mette nel fiume Soluea, diuidendo la
valle Annandia, correndosene con la Soluea al mare
Hibernico: pone il fine con le sue acque à gli
antichi termini de i primi Scotti. Ma le parti
mediterranee veramente sono dal monte Cheuiota, &
da alcuni piccoli riui da quello surgenti, oltra i
due nominati, & grandi assai, terminate, & diuise
dalla Britannia, la quale da quì innanzi diremo
Inghilterra. La Marcia adunque ha da vna parte il
mar Germanico; da vnʼaltra il fiume Tueda, & da
vnʼaltra la prouincia Laudonia con le lagune, che
fà il fiume Forthea nel suo scontrarsi col mare;
& in questa sono le più notabili piazze Baruico,
& Ordolucio, gli habitatori del qual luogo da gli
antichi Ordoluce furon detti. La Tueda ha il suo
principio da vn piccol fonte, il quale à poco à
poco accresciuto da diuersi riui sene corre al
mare, al quale fatto vicino mescolato con il suo
flusso, & reflusso, fà di se vna larga, & profonda
foce in esso mar Germanico. La prossima prouincia
oltra la Tueda dentro à i termini del Cheuiota è la
Tifedalia chiamata così dal fiume Tifo; di là dal
quale è lʼEscedalia detta dal piccol fiume Esca,
che corre per il mezo di essa. A quelli poi, che
caminano verso il lito contrario per Ponente si
mostra lʼEusdalia detta dal fiume Eusso, il quale
mescolandosi con lʼAnnandia fiume, di compagnia
accrescono lʼacque della Tueda. Dopo questi
luoghi lungo il lito del mar Hibernico è la valle
Annandia, la quale alquanto tra terra sʼinalza,
& così chiamata dal nome del suo medesimo fiume,
il quale passa per il mezo del paese nel confine
di Nidisdalia; in modo, che questa prouincia vien
cinta dal fiume Eusso, dal Soluea, dal porto di
Annandia, & dal mar Vergiuio. In questa Regione
è vn lago detto Loumabain pieno di pescagione,
Ladronecci & doue sono alcuni pesci non soliti di trouarsi
peculiari ne gli altri luoghi, appresso del quale è vn
à gli Scozzesi. castello assai forte per reprimer la violenza de i
malfattori; soprabbondando per lʼordinario tutta
la Scotia in tutti i tempi di gran quantità di
ladri, conoscendosene le cagioni ben vere nel libro
Vedi questa nostro delle vite delle donne illustri dellʼIsola,
marauiglia. & per le loro historie. Ma noi non stimiamo, che
sia da tacere, che non lungi dal fiume Soluea;
che abbonda molto di pesce di ogni sorte; lʼarena
è di tal natura, che à coloro, che vi volessero
caminare sopra, senza punto di consistenza cede,
& dà luogo al peso della persona, che ciò voglia
ardir di fare; perchè la sarebbe inghiottita così
presto, che la vi hauesse voluto firmare i piedi.
La valle Annandia già Ordouicia fù chiamata, & gli
habitatori suoi da i Romani distrutti Ordouici
furon detti: & haueuan questi secondo la diuolgata
opinione in costume di pascersi della carne humana
Vsanza non meno de i loro prigioni di guerra. Ma ben questo si
barbara, che tien per vero, che le loro Donne ammazzauano i
dannosa. loro mariti quando eʼ non ritornauano vincitori
dalla guerra, per gastigargli con vna diceuol pena
(ma non sempre bene intesa) del timor superfluo,
chʼhaueuano hauuto dellʼinimico fuggendo vna morte
virile, & honorata per riserbarsi ad vna vile,
& vergognosa. Da questa parte lungo il lito del
mare Hibernico andando verso Tramontana si troua
Nidisdalia detta dal fiume Nid, la quale mostra la
sua fronte stretta al mare, allargandosi nondimeno
nella parte Mediterranea. In essa è vn castello
detto Dunfrè, nominato per i panni lini finissimi,
& candidissimi, che vi si tessono, i quali alle
nationi forestiere doue vanno le naui Scozzesi
sono di commodità & di ornamento. Allato à questa
è posta la Gallouidia già detta Brigantia diuisa
in due parti dal fiume Crea, delle quali quella,
che è più vicina à Nidisdalia si chiama inferiore,
& quella di là dalla Crea superiore vien detta.
In quella è Kytkoubre luogo non punto ignobile
per il concorso de i mercanti, che vi negotiano.
In questa poi è Candida Casa, pur luogo anchʼesso
nominato per il negotio mercantile, & fù molto
frequentato per la religione, perciò, che eʼ fù
dedicato al diuo Niniano vn monasterio, che vi è
stato sempre riuerito per la sepoltura, doue si
riposauano lʼossa di quellʼhonorato padre da i
popoli del Regno già grandemente stimate, & spesso
perciò visitate. Et poco più oltra è il castello
Vittona, lontano dal quale è vn lago detto Mirthoo,
nel quale vna parte dellʼacqua secondo il costume,
et natura dellʼaltre acque si congela lʼinuerno;
lʼaltra, nè per lʼinuerno, nè per qualunque più
Marauiglia ma pur rigido freddo si può congelar giammai; & però
con qualche par cosa degna di esser considerata da i curiosi
ragione inuestigatori delle cause naturali delle cose;
riconosciuta. la cagion della qual marauiglia nondimeno si può
risoluere con attribuirne la virtù à qualche minera
di zolfo, ò dʼaltra calda sustanza, che sia nelle
viscere della terra da vna più, che dallʼaltra
parte. Sono in Gallouidia ancora due laghi, lʼvno
è detto Salseit, & lʼaltro Neutramen non grandi,
& quasi di circonferenza, & di buona profondità
vguali. Oltra di ciò la Gallouidia con vn gran
Promontorio detto Angulo del Mulo si mostra molto,
il quale distendendosi in mare fa due larghi seni
detti laghi marini detti lʼvno Louus, & lʼaltro
Louthrea, quasi di pari larghezza; ma questo di
lunghezza di sedici miglia, lʼaltro del doppio si
dice; impediti nondimeno da grandissimi scogli;
allʼintorno de i quali è la region Caritta.
In questi seni si trouano Ostriche, Aringhe,
Congri, Conche dʼogni sorte, et sassatili in gran
quantità, con altre sorti di pesci assai. Ma bene
sono stati alcuni, che hanno chiamata Brigantia
Errori di alcuni quella, che hoggi è detta VVallia sotto la Corona
antichi scrittori. dʼInghilterra, nella quale si ritirarono le
reliquie de gli antichi Britanni scacciati da gli
Angli Sassoni, ma con poco fondamento sʼhanno ciò
essi creduto. Scriuono gli scrittori Romani, che
lʼIsola Mona è à rincontro per dritta linea alla
Brigantia; & nel mezo del viaggio di coloro, che
nauigano dʼInghilterra, in Irlanda; la qual cosa
sino ad hora si troua esser vera; benchè i liti
dellʼvna, & dellʼaltra terra sieno alquanto mutati
per la lunghezza del tempo, il quale inuecchiandosi
va ancora cambiando tutte le cose dalla lor
prima forma, ò molto, ò poco. Et la latitudine,
& lʼaltezza del Polo, che Tolomeo attribuisce
alla Brigantia, hora corrisponde benissimo alla
Gallouidia, la quale è lontana dalla VVallia non
poco; perciochè Mona quasi trecento miglia si
troua lontana da quella, & pur come sʼè detto
allʼincontro di Gallouidia si rimane. Oltra di ciò
non solamente bisogna considerar lʼhistorie della
gente Scotta, ma de gli Hiberni ancora, & de gli
Spagnuoli; per le quali si ha, che dalla Brigantia
di Spagna (la quale hora Compostella vien detta)
fù già mandata vna Colonia in Hibernia con numero
più, che mediocre di popolo, & che essendone
capitano Fergusio, passarono di là in Albione per
il più commodo passaggio; et che il primo luogo da
loro preso nellʼIsola fù da essi detto del nome
del lor paese naturale; onde Fergusio di Capitano
riuscì il primo Re de gli Scozzesi; le quali
cose da Cornelio Tacito autor graue, & veritiero
sono assai ben confermate, quando eʼ dice quasi
Parole di con queste parole. “I Briganti popoli di Spagna
Cornelio Tacito. cominciarono ad hauere habitatione, & stato nella
più lontana parte di Britannia, doue nè ancora i
Britanni stessi, ò altri sino allʼhora non erano
peruenuti.” Perciochè Tacito chiama tutta lʼIsola
Britannia; & però questo basti dʼhauer detto
per questo proposito. Abbondano queste regioni
Annandia, Nidisdalia, & Gallouidia; oltra la lana
candidissima; di numerosi, & copiosi armenti dʼogni
sorte, tra i quali sono i buoi di grandezza
notabile, di carne tenerissima, & dolce al gusto;
perciochè il suo grasso è tanto delicato, che
quasi si strugge come lʼolio. Et hanno diuerse
Abbondanza in sorti di frumenti, ò biade (per meglio essere
Scotia di Animali inteso) ma poco grano. Sopra la Gallouidia si
& di altre descriue la Caritta di già accennata già parte
vettouaglie. della Siluria; et non si ha ben per chiaro, se la
fusse chiamata così della nobil Città Carittonia,
della quale ancora si ritrouano le vestigia, ò da
altra cagione. Spesse sono in questa prouincia le
Rocche de i particolari secondo la natura del paese
assai forti di sito, & di opera, le quali come le
Le fortezze de i sono sicurità di i lor proprij signori, & diffesa
particolari in vno nelle loro partialità naturali, & perpetue; così
stato rendono i le sono ancora cagione, chʼessi sono lʼvno contra
loro signori lʼaltro più ingiuriosi et insolenti, dalla qual
sicuri & cosa auuiene, che la Corona nʼè più debole. Di
insolenti, et il poi seguita il paese detto Kyl, ò più tosto Coil,
lor principe più da Coila Re deʼ Britanni quiui stato ammazzato in
debole. vna battaglia. Egli è in questa parte vna pietra
lontana dal castello Aer, alta circa dodici piedi,
& di lunghezza di piedi trenta, et di grossezza di
Gran marauiglia tre cubiti; chiamata da i paesani Pietra sorda,
par questa. & non senza ragione, perciochè, se da vna delle
teste di essa si facesse qualunque gran remore; et
fusse ancora vnʼartiglieria; lʼhuomo dallʼaltra
testa non ne sentirebbe più di quello, che si
farebbe se ne fusse ben lungi, ma allontanandosi
con vna debita proportione allʼhora lʼvdito farà
il suo vfficio per la discretione della distanza
sua. Appresso à Coila, è Cunigamia terza parte di
Siluria habitata già da popoli bellicosissimi; et
come riferisce Tacito sempre inquieti contra de
i Romani, et ribellanti; et auuiene ancora, che
ritenendo le genti i medesimi animi, et costumi
fanno il medesimo verso i loro medesimi Regi. Vn
Nota costume lago è in Coila detto Dum, ò Dun; dal qual esce il
antico de gli limpidissimo fiume Duna, il quale passando per il
Scozzesi che mezo del paese se ne corre al mare. Et in Cunigamia
ancora si ancora è vn simil lago detto Garnott famoso per la
mantiene. eccellentia de i pesci suoi da gli huomini golosi
ricercati; et vi è vn castello detto Largo di
Alessandro terzo Re, nominato per vna battaglia,
che lui vʼhebbe contra i Pirati Noruegiani. Il
fiume Cluda, ò Gluda, ò Alcluth, ò pur secondo
Tacito Glota, dalla parte di settentrione separa
la Cunigamia dalla Baronia detta Rainfrou; et
nasce questo da vn piccol monte posto nel mezo
della selua Calidonia; dal quale ancora ha origine
lʼAnnandia di sopra nominato, che per lungo se ne
va à discaricar nel mare Hibernico. Nè molto è
lontano di qui il fonte di Forthea, che con largo
letto fà nella sua foce entrando nel mar Germanico
vn grande Estuario, del quale à miglior luogo si
parlerà. Ma Cluda, di poi, che lʼha tenuto alquanto
il suo corso più dritto à settentrione vrtando
nel monte Grampio; et da quello essendo rispinto
sene torce col suo corso verso Austro sino al mar
Hibernico, con tanto larga foce (secondo Tacito)
che i Romani hauendola passata, si pensarono, che
quella fusse vna vera diuisione fatta dal mare,
dʼonde eʼ fussero passati in vnʼaltra Isola. Et qui
appresso di spatio bene stretto tra questo luogo, &
il paese detto Lennos, viene ad esser la Baronia di
Rainfrou, la quale distendendosi sin qui, fra terra
sʼallarga alquanto più; & poi è Cludeualle doue la
Cluda si va torcendo. In Rainfrou, sono due laghi,
lʼvno è detto Quhynzouth di circuito di venti
miglia; lʼaltro Leboth di miglia dodici, & lʼvno,
& lʼaltro abbondantissimi di pesce. Ma in Lennos,
che da Tolomeo è detta Lelgouia, & che sopra
Rainfrou guarda il mare (come sʼè dimostro) è vn
lago, che di lunghezza passa venti quattro miglia,
di larghezza otto; chiamano questo gli Scozzesi
Loumund, nel quale son trenta piccole Isole,
alcune delle quali hanno qualche habitatione,
nellʼacque del quale sono alcuni pesci, che non
hanno penne, ò aliette, niente di meno hanno il
moto così veloce come gli altri, & suauissimi al
La natura alcuna gusto. Oltra di ciò egli auuiene alcuna volta, che
volta ha piacere queste acque senza punto di vento si commuouono in
di scherzar seco tal maniera, et fanno così fatta tempesta, che i
medesima nella più sicuri nauiganti non ne stanno senza timore,
procreation delle & molte volte ne riuscirebbero con danno notabile
sue cose. quando non si potessero saluare à qualchʼvna delle
Isole. Et la terza cosa degna di marauiglia è vna
di quelle Isole di buon terreno da pascere, la
quale si muoue in quà, èʼn là come da i venti ellʼè
agitata, et mossa. Questo lago viene appunto ad
essere à i piedi del monte Grampio già confine, &
termine tra gli antichi Scotti, et Pitti; Il qual
monte cominciando dal lato di Aberdonia al mar
Germanico alla foce del fiume Dea, et venendosene
storto, et aspro, et inculto per mezo la Scotia
verso lʼaltro mare finisce à questo lago à punto;
et egli è per la sua asprezza chiamato Granzebain,
del quale ancora Tacito fà mentione. Ma perchè si è
parlato de i confini de i Pitti, egli è da sapere,
che essi non tennero tutto il paese sino al monte
Grampio: Perciochè gli antichi Scotti passato il
lago Loumund tennero tutti i campi vicini ad esso
lago, coʼ i nomi delle prouincie (come di sopra
si è detto) et quiui tra lʼvno, et lʼaltro popolo
furon posti certi, et proprij confini; nè giammai i
Pitti penetrarono sino al mare Hibernico. Appresso
al Lago Loumund è il castello Doumbritton già detto
Britannoduno, luogo senza dubbio fortissimo, nel
qual luogo il fiume Leuino entra nella Cluda, &
quiui ristringendosi i liti lʼArgadia detta da gli
antichi, Argathelia, la quale riguarda nel mare
alcuni altissimi scogli contrapposti al suo lito;
& è in vn certo modo diuisa questa in tre parti da
due laghi; Fyn & Logubo chiamati; dicendosi tutto
quello spatio, che è tra lʼvno, & lʼaltro lago,
Knapadaces. Nel lago Fyn, oltra la gran diuersità
di pesci, vi si trouano Aringhe in tanta copia,
quanta à pena eʼ pare, che sia credibile, che se
ne possa trouare in qualunque altro luogo. Et nel
lago Loquho non minor quantità si troua pur de i
soliti pesci, che si dilettano dellʼacqua dolce.
Di più sono in questi laghi dodici Isole, & due
Castella dette Enconell, & Glenarguhart; & è la
lunghezza di ciascuno di essi laghi miglia venti
quattro, essendo di larghezza ambidue vgualmente
quattro miglia. In Argadia è buona pastura per
gli armenti, ma non è vtile per le biade; ma
sarebbe vtile molto per le minere, se i paesani ne
fussero intendenti, ò ci volessero durar fatica.
Et è ferma fama, che quiui nasce vna pietra di tal
natura, che se vi sia posta sopra alcuna cosa atta
à prender facilmente il fuoco, subito sʼaccende.
Nota la natura di Sono oltra quei primi, sette altre laghi in Argadia
questa pietra de i quali alcuno è di buon circuito; et alcuni
di poca circonferenza; vno de i quali vien detto
Garboil, del quale vscì lʼanno 1510. nellʼaurora
intorno al solstitio dellʼestate; & ciò fù veduto
Nota tutta questa da vn certo Dumcano Lampobello Caualier honorato
historia, & di quel tempo; vnʼanimale grande come vn buon
attribuiscine la leuriere, coʼ i piedi aquatici cartilaginosi,
cagione à qual et era di tanta gran forza quella bestia, che
segreta cagione senza quasi punto di fatica abbatteua con la coda
più ti piace. ogni cosa, che si gli paraua innanzi, il quale
subito andò alla volta di alcuni cacciatori, che
si trouauano per loro mala sorte intorno à quei
luoghi, et nʼammazzò tre con tre soli colpi,
fuggendosi gli altri, che hebbero, migliori occhi,
& gambe più spedite sopra gli alberi; & dicono,
che quello animale di poi sene tornò da se stesso
non cacciato da nessuna forza altrui à sommergere
I prodigij sono in quel lago: & è stato lasciato in memoria, che
stati di sorte tale animale è stato veduto apparire altre volte,
diuersa in più ma rare; & che sempre è stato stimato cattiuo
luoghi & appresso prodigio. Alla Argadia è congiunta la Lorna già
à diuersi popoli. parte dellʼantica Argathelia: questa si distende
nel mare Hibernico quasi sessanta miglia; et si
chiamò già questa punta Nouantia, che hora si
dice Canter, cioè Capo di terra; & tanto è vicina
questa punta allʼHibernia, che non vi sono più
di sedici miglia di passaggio per linea dritta.
Sono nondimeno stati alcuni, i quali hanno sotto
il nome di Nouantia compresa lʼArgadia, & questa
punta tutta ò Chersoneso insieme; perciochè Tolomeo
facendo memoria di questa parte sola, di Argathelia
non parla altrimenti. In Lorna si troua questa
commodità, che la terra per produrre Orzo si vede
sempre feconda; seguitando di poi la Loguhabria,
& la Mathaa già antica parte di Varare, doue è
abbondanza di ferro, di piombo, & di pastura
ancora; non vi mancando delle selue, de i laghi, &
Ell'è cosa de i fiumi; tra i quali due sono ricordeuoli per
mirabile la la gran quantità de i Salmoni, & dʼaltre spetie di
prouidenza della pesci bonissimi, tanto marini quanto delle propie
natura per acque; onde quasi senza alcuna fatica se ne può
benefitio publico. prendere ad ogni piacer de i pescatori quel che lor
bisogna, & copiosamente; perciochè non si crede,
che in tutto il resto dellʼIsola tanta copia trouar
sene possa, quanta in quel luogo continouamente
sene troua, & pesca: Il nome del quale è Louthea.
Dicendosi lʼaltro Hispana, il qual nome quantunque
noi non pensiamo, che gli sia stato messo à caso,
non ritrouiamo però chi ne sia stato lʼautore.
Louthea nasce da vn certo lago non più lontano dal
lago Nessa, che otto miglia; dal quale ancora vn
fiume del medesimo nome esce, & si va à discaricar
nel mar Germanico in vn seno assai grande, tra il
quale, & la foce di Lothea, si sporge nel mare
vna peninsola con vn promontorio assai alto detto
Ardnomorth per poco spatio diuiso dallʼIsola Ila.
Alla foce di Lothea è posta la Città Enuerlothea,
già celebrata, & ricca per il commertio di diuerse
nationi per il traffico de i pesci, & di altre
mercantie, ma di poi per le guerre hauute con
Le guerre sono quelli di Noruegia, & di Danemarcha, essendo stata
cagioni delle mal trattata, fù ancora abbandonata; nè dal quel
distrutioni de i tempo in quà è stata ristorata; ò ciò sia stato
luoghi & la per inuidia de i vicini, i quali non habbino
negligenza de i voluto veder altri meglio profittar di quel che
principi che non fanno loro; ò pur per la negligenza di coloro, à i
sieno ristorati. quali più ciò sʼapparteneua. Di quà da Lothea è il
fortissimo Castello Euonio, che hora si chiama da
gli habitatori Dowstaphage, sì come sʼè dimostro
esser di là la foce del fiume Hispana. Seguitando
inanzi, ci occorre la Rossia già detta Lugia, certo
paese stretto; ma lunga assai fra terra, in tanto,
che la scopre lʼvno, & lʼaltro mare; ma aspra
molto da quella parte, che guarda lʼHibernico, per
i monti, & per le dirupate, & scoscese balze; &
però in quella parte più tosto sono ascondiglio da
fiere, che habitatione da huomini; come che ella
sia dalla parte del mar Germanico frutteuole per
le biade, & commoda per i pascoli sempre herbosi;
perciochè le sue valli sono rigate, & bagnate da
viue, & chiare acque, & da fiumicelli copiosamente
ripieni di pesci; onde lʼherba per tutto non
solamenter allegra sempre chi guarda, ma contenta
grandemente gli stessi armenti, che vi pascono.
Oltra che vi sono alcuni laghi, tra i quali nʼè
vno grande assai detto Loumbrina abbondantissimo
di Salmoni, & dʼaltri pesci di sorti diuerse
non comuni ne gli altri luoghi dellʼIsola. Egli
è vn seno ò lago marittimo nella Rossia, detto
Crommarte, & non senza proposito da molti;
perciochè nellʼvltimo fine ha vn porto salubre
per quei, che nauigano, & opportuno; & per ciò eʼ
Porto di salute vien detto Porto di salute, essendo la salute deʼ
detto nauiganti: conciosiachè quel mare in ogni parte
dall'affetto. sia ordinariamente molto turbato, & infedele.
In questa prouincia è ancora il castello Thana
nominato per le ossa del Diuo Deuthaco vescouo;
le quali quiui lungo tempo furono conseruate;
& doue per ciò da tutte parti del Regno, come
ancora sino dallʼInghilterra, si faceua frequente
corso di popolo per cagione di diuotione verso la
memoria di quellʼhuomo di santa vita; inanzi che
la Religione cambiasse faccia, forma, & costumi.
Vedi la forma di Essendo nella Rossia ancora due chiese non grandi,
questi due templi la fabrica delle quali è tirata in alto in forma di
de i quali si due campane, ma aperte assai di sopra per ostentar
troua, che erano forse la bizarria di chi edificar vele fece, ò
edificati di forse edificate à gli Dij termini, essendo antiche
pietre grandi assai. Dopo la Rossia è la Strathnauerna estrema
soprapposte l'vna regione della Scotia volta al mar Deucallidonico;
à l'altra con il lito della quale si piega però al mar Germanico
grande arte. in tal modo, che hauendo da settentrione in parte
il mare Deucallidonico, & in parte Cathanesia; &
da Oriente la Sutherlandia, da Mezo giorno ha la
Rossia; & ha da Occidente esso Deucallidonico.
Oltra di ciò eʼ sono tre Promontorij, che fanno
nellʼvltimo lito due seni tra di loro; Houbuon
è il primo in Strathnauerna, il quale veramente
è molto grande; gli altri due, i quali vengono
ad esser della Cathanesia, cioè Hoy, & Dounesbe,
(detto questo dà Tolomeo Dume) sono assai minori.
Di quiui distendendosi il lito al mar Germanico si
troua congiunta alla Cathanesia la Sutherlandia
prouincia da non esser dispregiata; perciochè ella
è vtile per le biade, ma molto più profitteuole
per le pasture; come ancora sono le due di sopra
nominate. A questa è vicina la Morauia; datole però
lo intermezo di quanto tiene la Rossia, della quale
habbiamo detto; che arriua sino à questo mare,
che tien ben poco per larghezza: questa fù detta
anticamente Varare; & benchè lʼhabbia cambiato
nome; la ritiene nondimeno i medesimi confini di
prima. Imperochè come ellʼera prima serrata dal
fiume Hessa, & dal fiume Spea; si distendeua con
quei termini nel mare Hibernico, così hora di là
essendo separata tra la Spea, & Kessoka, doue è il
passaggio della Rossia, si distende sino allʼOceano
Germanico. Tra la Rossia et la Morauia la terra
con vn gran seno sʼincurua, nel qual seno cinque
fiumi si discaricano: cioè Hessa (del quale ancora
parleremo) Hairdin, Findorna, Lossa & Spea, il
quale supera tanto gli altri nel suo corso veloce,
et rapido, che incontrandosi con lʼonde del mare
crescente; come che grande oltra modo vi sia il
flusso, come egli tale è intorno à tutta la Isola;
nondimeno senza esser punto ritenute le sue acque
dalle salse di mare si fà conoscer per vn lungo
tratto superiore à loro. Hessa fiume, che dal lago
del medesimo nome nasce (come si è detto) non più
lontano, che otto miglia dal lago, dʼonde nasce
Loathea, che se ne va nel mare Hibernico, di già
da noi dimostrato, non cresce giammai, come non
fà anche, nè si altera per pioggia alcuna, che si
sia, ò neue, che caschi dal cielo, il suo lago: &
ciò, che di diacciato, ò di congelato nellʼvno, ò
nellʼaltro sia posto, subito si distrugge; & però
sono vtili le sue acque à i caualli, che sono per
il viaggio talʼhora fangosi, & pieni di diaccio;
auuenendo forse ciò per qualche vena di minere
calde, sopra le quali, ò per le quali surgono, ò
corrono quellʼacque. Egli è alla foce del fiume
Hessa vn Castello detto Enuornesgia di molta
stima per la gran copia dellʼaringhe; ma hora per
colpa, & per lʼingiurie de gli huomini maluagi
priuo di lode, & di quel beneficio. La cagione
di ciò è attribuita alla insolenza di alcuni, i
quali essendo rozi, & crudelmente partiali per
mortale auaritia; vitio pestifero, & infame de
gli huomini; combattendo tra di loro per cagion
di quei pesci, che Dio haueua prodotti, acciochè
I doni della fussero à profitto comune, macchiarono quellʼacque
natura comuni al del sangue humano, & più che troppo: dʼonde di
publico non si poi non molto, cominciando à mancarui il pesce,
deueno vsurpare tanto aringhe, & conche, come dʼogni altra sorte;
per i particolari. il luogo se ne rimase al fine, senza punto di
pescagione, smarritisi, & disuiatisi tutti i pesci
Caualli saluatichi di tutta la marina allo intorno; cosa nel vero
in Scotia. Dei non meno marauigliosa ad vdire, che à scriuere;
fibri habbiamo & per ciò i poueri per i quali Dio suol conceder
veduti nel così fatti doni, vennero à patire assai la pena
Danubio, ma quiui della malitia de i più potenti. Intorno al lago
detti Pibri & Nessa per venti & quattro miglia sono grandi, &
habbiamo nel foltissime selue, & però vi si trouano gran copia
nostro Itinerario di fiere; come sono Cerui, Caualli salmatichi,
Germanico parlato Caprioli, Martore, Foine, Volpi, & Lepri; & in
della lor qualità, quelle acque Fibri, & Lontre in quantità grande;
natura, & virtù le pelli delle quali i Forestieri per piacere, &
del del suo per pompa comprano per pregio più, che mediocre.
sangue, & del modo Oltra la copia del frumento, & delle biade, delle
di pigliargli. noci, & delle pome di sorti diuerse, che in queste
terre allʼintorno nascono; la copia dei Salmoni,
i quali si pescano in quel mare è da non esser
creduta; & tale, che la simile in nessuno altro
Vedi in che modo luogo ritrouar non si può. Ma con nuouo modo, &
si prendono i non vsato altroue gli vsano di pigliare; perochè
Salmoni alla costoro tirano le reti loro à quel proposito
marina in Scotia. fatte per il mare asciutto nel suo discrescimento
per vn lungo spatio, & in cerchio le fermano con
proportionata misura forte nel suolo, ò fondo della
terra ò sabbioni sì, che sono tre, & quattro
volte le reti allo intorno aggirate quasi in
figura di chiocciola; fermando bene le dette reti
in ogni parte, oltra i capi, i quali ancora sono
in sè medesimi, bene ringirati; contra le quali
reti i pesci, crescendo il mare, sono dallʼonde
portati, & aggirandosi tra quelle inuolture, per
se medesimi si vengono ad intrigar in modo, che
non è più loro facile lʼvscirne ancora che lʼacqua
à lungo vi rimanesse alta. La quale per il suo
La natura del natural reflusso ritiratasi nel suo stesso corpo,
flusso, & reflusso rimangono le reti come prima in asciutto con tutti
marino si disputa i pesci, che vi hanno dato dentro. Egli è vn lago
da i filosofi in Morauia detto spina notabile per lʼabbondanza
ancora con non de i Cigni: nasce in esso vna certa herba il seme
piccola della quale auidament è mangiato da quelli, onde la
contentione. nʼha acquistato il nome del herba de i Cigni. La
natura sua è, che gittata ne i campi, giammai la
Considera questa si putrefà. Et ancora è auuenuto, che benchè per
abbondanza di lo spatio di quasi cinque miglia si distenda il
pesci quasi lago; egli è vna lunga ricordanza de gli huomini,
superflua, & la che eʼ sia tanto abbondato di pesci, & specialmente
cagione. di Salmoni, doue quellʼherba cominciò à nascere,
che doue prima per tutto era libero à ciascuno,
che voleua nauigar per quelle acque; di poi per
la gran moltitudine de i pesci multiplicatiui
si serrò del tutto la nauigatione delle solite
barche, che vi si vsauano, non vi si potendo à
modo alcuno ringirare. In vna Chiesa di Petta
Gigante antico. nella Morauia si consentano le ossa dʼvn certo
chiamato per contrario senso il piccolo Gianni;
la figura del quale, & la quantità dellʼossa
dimostrano, che fusse stato di quattordici piedi
geometrici lungo, con proportionata misura del
resto; & fù veduto ancora da chi fece hauere à
noi questa informatione non molto innanzi, lʼosso
della coscia di colui non men grosso di tutta la
gamba di vnʼhuomo con la sua polpa insieme; nella
concauità del quale esso potette mettere vno dei
suoi tracci assai largamente; inditio veramente
I giganti sono chiaro, che quello, che fù scritto de i giganti di
stati veri, & Albione da gli antichi non fù sogno; conciosiachè
siano generati noi ancora habbiamo veduto in Londra nelle case
come si voglino. del Caualier Giouanni Ratcliffo nobile Inghilese
vn dente di Gigante, al quale mancaua vna delle
barbe, & era nel suo piano, ò riscontro superiore
per vn lato largo la larghezza di tre dita, & per
Qual costume ci lʼaltro quella di quattro; & da quelle persone
hanno lasciato i tanto differenti dalle nostre circa la disposition
giganti, & con de i corpi si è forse hereditata lʼusanza di
nostro danno. inghiottire, ò di diuorare più tosto, che di
mangiare il cibo, il quale sempre abbondante, &
copioso è da i popoli di tutta lʼIsola desiderato.
Egli è oltra di questo in Morauia vn castello detto
Elgein non lontano dalla foce del fiume Spea,
frequentatissimo da i mercatanti: & in quello è vna
chiesa già stata honorata, & magnifica, la quale
fù lungo tempo residenza episcopale, doue ancora
era vn collegio di Canonici essemplari per gli
studi delle buone lettere, & per la qualità de i
costumi loro; & nel vero per tutta la Morauia erano
monasterij, & Abbatie; le prime delle quali erano
Hora non accade nominate Kyllos, & Pluscatre, ambidue dellʼordine
parlar di questi Benedettino, Cistertiense però, & Cluniacense.
luoghi. La ricchezza di queste contrade consiste in
armenti, in pasture, & in frumenti; & perchè vi
sono foltissime selue vi è abbondanza ancora di
fiere, & di cacciagione. Sopra il fiume Douerna è
Bannof castello abbondantissimo per pescagione;
& sotto à questi luoghi è la Buthquhania ripiena
anchʼella di pecore, & dʼaltri armenti; onde vi si
raccoglie la lana miglior di tutte lʼaltre vicine
contrade; & i fiumi suoi soprabbondano di Salmoni;
eccetto, che vno detto Ratra, il quale perciochè
mena poca acqua, quei pesci non amano; cercando
essi sempre lʼacqua abbondante per la loro natura.
Caua di marmo Al castello detto Slano è vnʼantro, ò spelonca
candidissimo: di natura marauigliosa appresso di quella gente;
creato dalla perciochè lʼacqua, che da quella si distilla; &
natura per è assai; rimanendosi sul luogo in corso di tempo
trasmutatione. si indura, & si fa marmo candidissimo; in modo,
che se ogni cento anni non ne fusse cauato, già
sarebbe ripiena la sua concauità, quantunque grande
la sia; la qual cosa noi veggiamo auuenire ne
i monti di Carrara in Italia, doue si cauano i
marmi; & nelle petrarezze di Toscana della pietra
azurra, & de i treuertini, & di altri luoghi; come
ancora nella ferrarezza dellʼElba, doue si caua
il ferro, con vna perpetua somministration della
natura di nuouo marmo, di nuoue pietre, & di nuouo
ferro, ma non già per trasmutatione come si vede
questa di Scotia, della qual cosa altra volta si
parlerà più commodamente. Non genera questa terra,
nè nutrisce topi grandi di quella spetie che si
dicon Ratti, onde lʼesperienza nʼha dimostro, che
quei che dʼaltronde vi son portati vi si muoiono.
Nota qual sorte di Vi nasce in molti luoghi lʼAuena da per se stessa
auena sia questa. come fanno lʼaltre herbe ne i prati senzʼalcuna
cultura; ma di tal qualità dicono essi, che se gli
huomini andranno espressamente per segarla, & per
preualersene, la troueranno vana, & senza granella;
ma se impensatamente (come auuiene talʼhora à i
passaggieri, ò altri huomini spensierati) se ne
prenderanno in mano come per trastullo delle sue
gambe, la troueranno allʼhora piena, & buona; la
qual cosa, perchè noi non pensiamo, nè giudichiamo,
che si possa dalla natura operare, siamo sforzati
Il settentrione à credere (se pur il caso stà così) che ciò sia
abbonda vna illusione di Demonij; come anche in diuerse
d'illusioni di altre parti del Settentrione, molte di tal sorti
Demonij. illusioni accaggiono, le quali hora si tacciono
perciochè sono fuori di proposito. Seguita di poi
la prouincia detta Marria, la quale si distende
dal mar Germanico insino à Badzenota per sessanta
miglia, doue non mancano caualli, buoi, et altri
armenti sì, che non habbino assai; & in questa è
Aberdonia cinta da due fiumi, Dona da vna banda,
& Dea dallʼaltra; luogo illustre per lʼAccademia
Vffitio del buon generale quiui introdotta da Guglielmo Elphinstoun
Vescouo è di vescouo del luogo amator delle lettere, & delle
giouare à i suoi virtù, & però buon conoscitor del suo vfficio; doue
popoli. ancora egli edificò vn Collegio honoratissimo per
gli scolari con gran profitto della sua natione;
& così Aberdonia per la sedia episcopale, per la
sua vniuersità delle buone lettere, per vn nobil
Collegio di Canonici, & per vn suo magnifico
tempio, fù senza dubbio da gli Scozzesi stimata
sempre grandemente. I suoi fiumi Dona, & Dea ancora
hanno qualche lode straordinaria, così come i
Salmoni, de i quali abbondano, sono più aggradeuoli
al gusto delli altri. Vicina alla Marria è la
Mernia marittima prouincia ancora: doue la terra
è molto grassa, & però feconda alla pastura; & vi
è il castello Dounotir luogo munitissimo: & vi è
ancora il castello Forduno, doue lungamente furono
conseruate le reliquie di Palladio Apostolo di
Iesu Christo appresso de gli antichi Scotti; le
quali hora nella riuolution delle cose di quel
Regno, con strano cambiamento de i costumi ancora,
sono insieme con altre molte affatto dispregiate.
Il confine della Mernia è il fiume Eska detto
communemente Northeske; & però lʼAngusia, che
segue già parte dʼHorestia è bagnata da tre fiumi,
de i quali il già detto Northeske soprabbonda di
Salmoni; & lʼaltro ancora chiamato pur Eskama
detto Sutheska, è tra gli altri di Scotia per tal
rispetto nominatissimo; come ancora è ben ricordato
il terzo detto Tao da i Romani conosciuto assai;
douendosi conoscere per intelligenza de i nomi
Quasi sempre per aggiunti à Eska di North, & di Suth, che ciò fù
tutta l'Isola si fatto per mostrar la dispositione de i medesimi
aggiugne à i fiumi, perciochè North significa tramontana, & Suth
nomi proprij de i Mezo giorno. Da questa prouincia esce sopra il mare
luoghi il nome del vn promontorio detto Rubro molto alto, & apparente
vento verso i à chi nauiga. Ma il Tao ha il suo principio oltra
quali essi luoghi il monte Grampio da vn lago del medesimo nome
son posti. lungo miglia venti quattro, & largo dieci, nel
quale sono alcune isolette, et rocche; & hauendo
buonissima acqua ha ancora buoni pesci; corre
adunque questo fiume per lungo tratto per diuerse
contrade insino, che al fine se ne sbocca nel mare
La gratitudine è alquanto di là dal castello Deidono, che fù già
virtù che poco si nominato Aletto, & patria di colui huomo virtuoso,
riconosce hoggi per il cui fauore noi poi, vsandoci diligenza in
da gli huomini notar quel, che habbiamo veduto, congiugnendo,
nella corrution & riscontrando le cose habbiamo potuto far la
del secol nostro. presente descrittione, del quale ancora si sarebbe
detto il nome, se di ciò eʼ si fusse contentato,
essendo lʼvfficio di huomo gentile il confessar il
beneficio riceuuto da altri, et darne le debite
lodi al chiunque se ne sia lʼautore. Questo paese
è molto conosciuto per la bontà della lana, che
vi si raccoglie; doue sono alcune altre città,
& castella, & Abbatie già chiare, come il Monte
delle Rose, già detto Celurca, & Bracheno luoghi
episcopali, & altre diuerse. Ma non è da tacere,
che Forfarea già città frequentata molto haueua
due castella Regali, delle quali hoggi non si
veggono altro che rouine, essendo quella ridotta
al meno, & quasi pouero villaggio, doue pur son
rimasti alcuni laghi, & vn monasterio sino à i
nostri tempi detto Resthenoth, habitato à lungo da
Lana i Canonici Augustiniani; & due altri Aberbroth, &
eccellentissima Cupro, questi fù de i Cisterciensi, & lʼaltro de i
tra tutta l'altra Turonensi. Dicono; che vna parte di Angusia detta
d'Inghilterra. la valle di Eska, le pecore portano la lor lana
tanto bianca, & molle, tanto delicata, & sottile,
che à gran pena egli è possibile ritrouarne della
simile in tutta lʼIsola. Dallʼaltra parte del fiume
Fao è Fifa, già la miglior parte di Ottolinia. In
questa oltra ogni sorte di frumento, & di biade,
che vi si trouano, vi è ancora vna gran quantità di
pecore, & di buoi, & altri armenti, & vi si caua
vna parte grande di pietra negra, la quale serue
per carbone, come ancora in Inghilterra se ne caua
Carbone di pietra molta intorno à Nouo castello, doue per lʼodore da
& sua natura. quello essalante pare, che le persone viuino assai
meno, nè così sane anche ne sieno per il tempo che
vi viuono. Et di questa terra il paese di Liegi
ancora è abbondante; et è di tanto calore il fuoco
di questa pietra, che con facilità grande con esso
si liquefà il ferro; & però lʼvsano i fabbri, sì
per facilitar la loro arte, come per risparmiar la
spesa, non essendo vsata in Scotia meno ancora in
tutti quei luoghi, che sono lontani dalle selue, et
in Inghilterra verso Londra si vsa ancora di quella
di Nouocastello assai, non solamente per le bruerie
della ceruogia, & dellʼAla, & per i fabbri,
Secondo i precetti ma ancora per le case valendo meno del carbone
de i phisici è ordinario, & delle legne, & in qualche parte del
pare che il fuoco Regno di Francia pur dalla Scotia se ne porta
di questo carbone non poca; però si viene à rispiarmare nelle case
debba riuscir grandi, & nelle pouere assai per lʼvso di quella,
nociuo vsato nelle che perciò vien detta carbon di mare, perchè si
cucine. nauiga in tanti luoghi. Ma vuol questo esser tenuto
sempre sotto il camino raccolto, & stretto insieme
facendo quasi vn certo conglutinamento i pezzi così
vniti per la molta loro grassezza, & vntuosità
spintane fuori dal calore del fuoco sì, che il
suo fumo sulfureo è densissimo, & di graue odore;
dal quale diuersi sono, che rimangono à lungo
andare offesi; dʼonde si potrebbe pensare, che sia
causato, che à Nouocastello, & allo intorno i più
vecchi non passino quasi mai anni cinquanta insino
Il fumo del carbon in sessanta. Et perchè nellʼabbruciare suo primo
di pietra nociuo eʼ porge tale odore (come sʼè detto) sulfureo,
all'vniuersale. et nel vero non punto piaceuole, sono vsati gli
Scozzesi più ricchi vsarne per le loro camere di
quello, che di già è stato abbruciato alquanto
vna volta, & alcuni due volte lo fanno accendere
innanzi, che per le camere lʼvsino, sì che non ha
tanto, ò ben poco del suo graue odore: oltra di ciò
bisogna, che sempre stia vnito, altrimenti rimossa
che se ne fusse vna parte subito si spegne. La sua
cenere non serue ad vso alcuno, & ne lascia molto
poca. Cauasene pur qualche volta in alcune vene
di quello, che non è di tanto graue odore; & fra
queste sono ancora alcune vene del medesimo più
concotte, & risolute dalla parte sulfurea, delle
Pietra da quali si cauano buoni pezzi di pietra, la quale,
dissegnare cauata benchè fragilissima sia serue tagliata, & segata
di vene del carbon in piccoli pezzi, ò stili à dissegnare per li
di pietra. Pittori, & per li scrittori, cancellandosi di poi
facilmente i suoi segni con vna midolla di pane; &
è questa di color non così negra comeʼl carbone,
ancora che lucente come quello, ma più tosto pende
nel bigio come vn succido piombo. Hora questa
pietra, ò carbone si troua tra i fiumi Tao, & Tina
nella Scotia, & non in altro luogo di quel Regno, &
questo basti di esso.

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Descrittione del regno di ScotiaChapter II: Part 2

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